Recensioni
La Repubblica - 18/02/21
Chiara Valerio - La vera natura degli algoritmi
Una piccola meraviglia, che tutti possono leggere, e che bisogna regalare. Si intitola Breve e universale storia degli algoritmi raccolta e narrata da Luigi Laura, l’ha pubblicata Luiss University Press ed è il libro, di tono divulgativo, più chiaro e allegro che io abbia letto sugli algoritmi. Ci sono definizioni, esercizi alla fine di ogni capitolo (e le soluzioni in fondo, come la settimana enigmistica), schede storiche, esempi chiari che riguardano gli algoritmi delle piattaforme sulle quali viviamo, da Facebook, a Google, a Netflix. C’è soprattutto l’idea che capire è possibile, e che gli strumenti, anche gli algoritmi (al netto dei bias di chi li progetta) sono neutri e sta a noi decidere se – avendo un prototipo di razzo – costruirci macchine che vadano nello spazio o macchine che rilascino bombe su altri popoli. C’è l’idea che impareremo a scrivere codice alle elementari e non per diventare tutti programmatori ma proprio come abbiamo imparato la scrittura e la matematica, per descrivere e comprendere la realtà. Luigi Laura insegna Machine Learning e analisi dei Big data alla Luiss ed è responsabile tecnico scientifico delle Olimpiadi italiane di Informatica, e pensare che vada con questa chiarezza nelle aule delle scuole secondarie a parlare e insegnare algoritmi puntella, ancora una volta, la sopravvivenza dell’eccellenza della scuola italiana.
Il Secolo XIX - 24/05/21
Marco Pratellesi - A cena con l'algoritmo
Luigi Laura, autore di ” Breve e universale storia degli algoritmi ” (luiss University Press), suggerisce un esempio molto efficace e di sicuro effetto per toglierci dall’imbarazzo di una spiegazione di cosa effettivamente sia un algoritmo. E il bello è che la conosciamo fin da piccoli, quando alle elementari abbiamo imparato a memoria le tabelline e ad eseguire, con carta e penna, le moltiplicazioni più complesse. Abbiamo imparato un metodo: le moltiplicazioni in colonna. Facciamo un esempio:
Che cosa abbiamo fatto, esattamente? Abbiamo risolto un problema con un numero finito di passaggi elementari, cioè abbiamo appena applicato un algoritmo che conosciamo fin dalle elementari anche se non lo abbiamo mai chiamato con il suo nome. Questo esempio non è stato preso a caso, ma è descritto intorno all’anno 825 nell’opera “Algoritmi de Numero Indorum” di Al-Khwarizmi , matematico e astronomo persiano, considerato il padre dell’algebra. Non è un caso che il termine “algoritmo” nasca proprio dalla latinizzazione del suo nome, benché i primi algoritmi dei quali abbiamo traccia siano riportati su tavolette babilonesi risalenti al periodo compreso tra il 1800 e il 1600 a. C.
